Il
giorno della partenza è bellissimo..al porto c'è tantissima gente che è venuta a
salutarci, bambini, ragazzi..noi siamo tutti implotonati sul ponte di volo per
il saluto. La nave si muove e fa manovra, e inizia a uscire dal porto..la gente
ci saluta..io sono emozionatissimo; il colpo d'occhio è stupendo. Uscendo,
incrociamo la Nave S.Marco (gemella della S.Giorgio) che rientra col suo
contingente dall'Albania....chi viene e chi va....
la San Marco incrociata all'uscita da Brindisi.


Si mollano gli ormeggi e si parte..
Siamo circa 400 militari, piu il personale di bordo. Il viaggio
dura 3 giorni e mezzo, e il tempo lo si passa guardando il mare, di giorno e di
sera, e aspettando i pasti. Gli spazi sono piccolissimi, lo spaccio è una
semplice serranda lungo un corridoio che si apre e appare il bancone
(immaginatevi la calca in un corridoietto dove non riesci nemmeno ad allargare
le braccia per esteso)...i pasti sono divisi in diversi turni, cosi come la
sveglia (2 turni a 15 minuti di distanza l'uno dall'altro) per poter meglio
gestire il flusso di personale. A volte le code sono lunghissime e si snodano
per i corridoi sotto coperta.
Dopo 3 giorni e mezzo di navigazione, ecco che si itravedono le
coste d'Israele..scendiamo tutti nel ponte garage, e attendiamo li le manovre.
La temperatura sale (nel ponte garage non c'è aria condizionata) e attendiamo
quasi piu di 1 ora. Alla fine, il portellone laterale si abbassa ed entra la
luce.Nessuno si muove però; c'è il saluto all'addetto militare italiano in
Israele. Piccola cerimonia, e poi finalmente mettiamo piede sul molo..siamo
sbarcati..i nostri anfibi calcano la terra del medio oriente...
I giornalisti Petruzzelli e Brancatella della troupe della RAI che viaggiava con
noi.